Bomarzo è celebre per il famoso Parco dei Mostri, che ogni anno attira migliaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero.

Nascosto nei boschi circostanti, un altro mistero attende di essere esplorato e conosciuto, avvolto dalla fitta vegetazione della Tuscia, ricca di rovine rupestri e gioielli archeologici.

Stiamo parlando della “Piramide di Bomarzo“, chiamata anche “Piramide Etrusca“.

Sebbene la sua forma ricordi più il tronco di piramide tipico degli altari religiosi, la Piramide è diventata famosa per i tanti misteri che l’avvolgono, che rendono la sua datazione incerta. Altri, più giustamente, la chiamano “Sasso del predicatore” o “Altare piramidale” per sottolineare la probabile funzione di sito per riti religiosi.

La zona in cui si trova la piramide etrusca è chiamata “Tacchiolo” e, come quella poco distante di “Santa Cecilia“, è ricca di reperti ed insediamenti appartenenti al periodo etrusco ma anche protostorico. Percorrendo i sentieri che si snodano nei boschi circostanti ci si imbatte quindi anche in abitazioni rupestri scavate dentro enormi rocce megalitiche, altari e luoghi di culto, tagliate etrusche ed un cimitero paleocristiano.

L’altare è stato scoperto nella primavera del 1991 da una spedizione guidata da alcuni ricercatori locali:  Giovanni Lamoratta e Giuseppe Maiorano, purtroppo l’archeologia ufficiale non ha ancora effettuato uno studio approfondito su questo insediamento che rimane, di fatto, abbandonato a se stesso.
A restituire splendore e dignità a questo incredibile reperto archeologico è stato Salvatore Fosci, che dal 2008 si prende cura della piramide etrusca di Bomarzo mantenendo curata la vegetazione e praticabili i sentieri, ed oltretutto spendendosi incessentantemente per far conoscere la Piramide Etrusca di Bomarzo al resto del mondo.